COMUNICATO STAMPA
TORNA MASSIMO BUBOLA
Durante il
concerto canterà anche le tre ballate scritte per Thiene
Thiene, 8 giugno 2006
“Committenza” è un termine dal sapore rinascimentale. Richiama nobiltà
illuminata, profuma di storia, di arte, di cultura. Situazioni privilegiate che
hanno garantito all’Italia l’onore di avere nel suo territorio più del 50% dei
tesori d’arte della terra. Una percentuale significativa che ci rende unici.
Altro numero straordinario: oltre 4.000 i castelli, le ville, le dimore
storiche, presenti nel Veneto. Centinaia quelle costruite in provincia di
Vicenza. Impossibile dunque non credere alle possibilità turistiche di Thiene e
della Pedemontana vicentina.
Fin dal
suo insediamento l’Assessore al Turismo era persuaso che la promozione turistica
dell’area fosse una strada percorribile. Era sicuro che la salvaguardia del
territorio potesse avvenire attraverso quella che oggi viene definita “soft
economy”, ovvero vivere meglio si può, anche grazie ad un turismo variegato:
cultura, ambiente, enogastronomia, manifestazioni. L’importante è far emergere e
proporre quella che è la parte più coinvolgente per un turista: l’anima che
rende unica ogni città, ogni borgo. Gli ospiti vogliono respirare il profumo,
gustare il sapore del luogo, riempirsi gli occhi di immagini nuove. Desiderano
che tutti i sensi siano coinvolti nell’esperienza. E questo emerge in modo
evidente durante la Rievocazione Storica: il coinvolgimento emotivo è forte e la
risposta sempre molto alta. Un evento cresciuto in fretta, ben strutturato, e
notevolmente apprezzato, ma che ha bisogno, per rimanere “unico”, di un continuo
apporto di innovazioni per progredire nella qualità e per differenziarsi dalle
numerose manifestazione che si svolgono in Italia.
Per il
2006 era stata valutata l’opportunità di approfondire l’aspetto musicale. Si
ricercava un’espressione di originalità che doveva comunicare estro creativo. In
altre parole serviva un po’ di genialità.
Dopo il
concerto tenuto in febbraio a Thiene da Massimo Bubola, che ha ottenuto unanimi
consensi, è stato individuato nel cantautore l’elemento che poteva rendere
ulteriormente prestigiosa la Rievocazione Storica.
La
committenza, riprendendo il termine in voga nel rinascimento, cioè
l’Amministrazione Comunale di Thiene, ha quindi incaricato l’artista veronese di
produrre tre ballate che ricordassero gli eventi del 1492. Il risultato è stato
ottimo: musica straordinaria, testi da premio letterario, con mescolanze di
dialetto e lingua colta. Dentro c’è rinascimento, cultura veneta, proverbialità
e dunque sapienzialità. E ancora: folclore, storia, radici. Un’atmosfera quale i
vecchi cantastorie sapevano trasmettere. Queste canzoni parleranno di Thiene con
la voce, con le note, con le parole di uno dei maggiori cantautori a livello
europeo. Un primo tassello di un programma molto più ampio che porterà a livelli
molto importanti la nostra Rievocazione.
“ Un
puzzle che si può concretizzare in tempi diversi – spiega l’Assessore Corrà - ,
ma che quando sarà composto potrà essere definito “storico”. Un progetto pensato
e realizzato nel giro di tre mesi. Una maratona impegnativa, ma che valeva la
pena di compiere. Per presentare una iniziativa del genere non era sufficiente
la “solita” conferenza stampa. Era necessario uno scenario adeguato. E’ stato
una fortunata coincidenza la proposta avanzata dall’Associazione Culturale
“Cattaneo” di ripetere il concerto di Massimo Bubola, accompagnato da Michele
Gazich, – martedì 20 giugno al Teatro Comunale - a proprie spese.
L’occasione è particolarmente adatta a presentare le tre ballate – che
s’intitolano La storia di Fiordalisa, Ballata de la Guera e
Ballata del Ciel che s’è sbregà - e la Rievocazione in modo sensazionale.
Ancora una volta sarà Antonio Stefani a condurre la serata.
Durante
le recentissime giornate di studio “Ripensare il Veneto”, promosse dalla Regione
in collaborazione con la Fondazione Mazzotti, è emersa con frequenza l’esigenza
di salvaguardia, recupero e promozione dell’identità veneta. Il Veneto è una
comunità che ha perso il rapporto con il proprio passato. E’ vago il senso della
propria identità legata indissolubilmente alle vicende della Serenissima che in
pochi conoscono, mentre più il dialogo si internazionalizza e più c’è bisogno di
identità. E’ pochissimo lo spazio che viene dedicato alla conoscenza della
nostra storia. E’ urgente cambiare strada, hanno più volte ribadito
amministratori e docenti. Operazioni come questa – conclude il dott. Corrà -,
pur realizzate per un evento storico-folcloristico, vanno nella direzione
indicata dalla Regione”.
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