
Il 5 per mille dell’Irpef
ai servizi sociali del Comune
Al via la campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini thienesi
E' arrivata nei giorni scorsi nelle case di tutte le famiglie
thienesi una lettera del sindaco Attilio Schneck per sensibilizzare i cittadini
a destinare il 5 per mille dell’Irpef alle attività sociali del Comune.
È questa infatti la possibilità offerta in via sperimentale dalla
legge Finanziaria 2006 alle amministrazioni comunali, le quali sono comunque
tenute a destinare i fondi raccolti esclusivamente a finalità di tipo sociale.
La campagna di sensibilizzazione del Comune di Thiene è stata
presentata ufficialmente durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato
il sindaco Attilio Schneck e l’assessore ai servizi sociali Massimo Zerbo.
“Con una semplice firma sul modulo della dichiarazione dei
redditi e senza sostenere alcun costo – ha precisato l’assessore Zerbo -, ogni
cittadino potrà essere certo che il 5 per mille delle sue imposte dovute allo
Stato resteranno a Thiene per aiutare chi ha più bisogno”.
“I servizi sociali costano ogni anno di più – ha aggiunto il
sindaco -, tanto che negli ultimi due anni la spesa sociale a carico del Comune
si aggira sui 4.500.000 euro. Del resto sono in aumento i residenti e sempre più
famiglie si rivolgono al Comune come ultima speranza. Per questo lo slogan della
nostra campagna di informazione è ‘Tutti per uno – 5 per mille’”.
Sarebbero 200mila euro i soldi che il Comune potrebbe ricevere
nell’ipotesi ideale che tutti i contribuenti residenti a Thiene aderissero
all’appello. “Verosimilmente – ammette Zerbo – sarà un traguardo difficile da
raggiungere, ma siamo comunque fiduciosi nella risposta dei cittadini”.
Ad ogni modo, grande o piccola, la somma che il Comune riuscirà a
incassare servirà per potenziare le attività a favore dei bambini (asili nido
comunali, centri ricreativi estivi, ecc.), delle famiglie (contributi per quelle
più povere e alloggi di edilizia residenziale pubblica) e degli anziani
(servizio di consegna pasti a domicilio, interventi di assistenza domiciliare e
integrazione rette case di riposo).
“Il 5 per mille destinato alle attività sociali del Comune –
tiene a precisare infine Zerbo - non è alternativo all’8 per mille che il
contribuente ha la facoltà di destinare agli enti di culto o allo Stato. Ciò
significa che il contribuente può decidere in entrambi i casi di destinare a
precisi enti quote specifiche delle proprie imposte, che altrimenti andrebbero
divise in modo generico a livello statale”.