
L'attività
dell'A.N.A.(Associazione Nazionale Alpini)
nel dopoguerra è spiccatamente rivolta verso il bisogno altrui;
questo concreto modo di onorare i Morti aiutando i vivi assume forme concrete
soprattutto in occasione di eventi naturali.
Nell'ottobre 1963 accade una catastrofe
nel bellunese: l'improvviso travaso di acqua da un bacino artificiale porta
morte e desolazione nel paese di Longarone. L'A.N.A. è mobilitata.
Non ci risulta la presenza di soci thienesi nell'opera di soccorso del
Vajont, mentre è certa la partecipazione di numerosi nostri Alpini
e Artiglieri alle armi (i primi ad accorrere sono certamente i militari
della Cadore, alla quale confluiscono da tempo moltissimi Thienesi di leva).
Costoro si prodigano instancabilmente per recuperare i morti sepolti dal
fango e dar loro una degna sepoltura, oltre che fare ritornare la vita
in quel tratto della valle del Piave. Ma la grande svolta dell'Associazione
Alpini avviene nel 1976, dopo il violento terremoto che, all'inizio di
maggio, sconvolge il Friuli. A poche ore di distanza dall'evento, il Presidente
nazionale Francesco Bertagnolli è già sul posto e, constatato
lo stato di dolore e di miseria in cui si trovano le popolazioni colpite
dal sisma, chiede l'intervento dell'Associazione.
Gli Alpini rispondono numerosi: in poco tempo vengono riparate o ristrutturate
migliaia di case, costruite scuole e centri per anziani; questo grazie
anche ad ingenti fondi ricevuti (solo gli Stati Uniti affidano all'A.N.A.
oltre 56 miliardi di lire). A conclusione dei lavori è lo stesso
Bertagnolli ad accorgersi che l'Associazione è passata da una "forma
mentale legata al culto dei ricordi fine a se stesso, alla condizione dinamica
espressa nei fatti e nelle opere concrete che esprimono la continuità
spirituale delle vicende storiche...". In poche parole ci si accorge
che il modo migliore di onorare i nostri Morti, caduti per la Patria, è
aiutare i vivi.
Anche il Gruppo Alpini di Thiene, con alcuni soci, accorre in aiuto dei
"fradis furlans" ed è presente fin dai primi giorni dopo
il terremoto nel cantiere di Magnano in Riviera. Nell'estate del '77 è
nel cantiere di Venzone e l'anno successivo in quello di Villa Santina.
I turni di volontariato, che si succedono in questo triennio, vedono in
particolare gli Alpini thienesi impegnati in lavori di ristrutturazione
e di copertura di case, di arginatura del torrente Rivoli Bianchi; i nostri
"veci" e non partecipano alla costruzione del "Villaggio
Bertagnolli" a Portis e alla edificazione di cinque immobili (chiamati
con il nome delle cinque Brigate alpine), sorti a Villa Santina, per un
impegno di oltre 200 giornate di lavoro gratuito. Sempre nel '78 gli Alpini
thienesi lavorano anche in un cantiere vicino a casa, a Sarcedo, per ristrutturare
l'abitazione di un invalido di guerra, danneggiata dal citato terremoto.
Oltre 60 giornate di lavoro nei fine settimana servono per la demolizione
e successiva ricostruzione al grezzo dell'immobile.
L'intervento volontario degli Alpini thienesi si è spesso legato
a calamità naturali e così, anche a seguito del terremoto
in Irpinia, accorriamo a Pescopagno nell'82 e nell'83, dove collaboriamo
alla realizzazione delle nuove scuole elementari e medie, offrendo più
di 60 giornate di lavoro.
L'anno 1988 è la Valtellina che ci chiama: in 25 giornate di lavoro,
liberiamo dal fango gli scantinati delle abitazioni e partecipiamo alla
riapertura di strade di collegamento con centri isolati.
L'ultimo triennio ci ha visto impegnati
nella costruzione della nostra nuova sede. E' stato
un lavoro duro, che comunque non ci ha impedito di occuparci di altre iniziative
rivolte alla realtà sociale che ci circonda: vogliamo ricordare
la partecipazione ai lavori di manutenzione straordinaria effettuati sulla
"strada delle Gallerie" del Monte Pasubio, caro agli Alpini;
la nostra adesione alla "Campagna Polio - Plus", finalizzata
alla raccolta di fondi da inviare ai Paesi del Terzo Mondo, nel tentativo
di debellare la fortissima mortalità infantile combattendo le malattie
infettive ed infine, piena di significato, la cerimonia di consegna del
Tricolore alle Scuole cittadine ancora sprovviste.
La stragrande presenza di soci, che
non ha mai preso parte a vicende belliche (circa l'80%) fa sì che
l'A.N.A., nonostante i suoi 71 anni di età, sia una Associazione
giovane. E' grazie a questa presenza, a questo continuo aumento nelle nostre
fila di giovani che credono ancora in un ideale, che il Gruppo Alpini di
Thiene si appresta ad affrontare il futuro, nella ricerca di nuovi stimoli,
di nuove idee ed iniziative.
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