TITOLO I: PRINCIPI GENERALI
ART. 1
- Il Comune di Thiene:
- è ente autonomo locale con rappresentatività generale
secondo i principi della Costituzione e nel rispetto delle leggi
della Repubblica Italiana;
- è ente democratico che crede nei principi europeistici,
della pace e della solidarietà;
- si riconosce in un sistema statuale unitario di tipo
federativo e solidale, basato sul principio dell’autonomia
degli enti locali;
- considerata la peculiare funzione territoriale e sociale
, rivendica per sé e per tutti comuni uno specifico ruolo nella
gestione delle risorse economiche locali, ivi compreso il gettito
fiscale, nonché nell’organizzazione dei servizi pubblici
e di pubblico interesse; ciò nel rispetto del principio di sussidiarietà,
secondo cui la responsabilità pubblica compete all’autorità
territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini;
- valorizza ogni forma di collaborazione con gli altri
enti locali;
- realizza, con i poteri e gli istituti del presente statuto,
l’autogoverno della comunità.
- La Città di Thiene, in conformità ai principi contenuti
nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella
Costituzione italiana, riconosce il diritto alla vita di ogni persona
in tutte le fasi della sua esistenza e ne garantisce la tutela senza
discriminazioni di sesso, razza, religione, condizioni personali
e sociali.<
- La Città di Thiene tutela la famiglia intesa come il vincolo
degli affetti, della solidarietà e della reciproca assistenza che
favorisce la maturazione civile e morale della persona.
ART. 2 - FINALITA' ED
OBIETTIVI DELL' AZIONE COMUNALE
- Il Comune di Thiene ispira la propria azione ai principi di partecipazione,
responsabilità, solidarietà, efficienza, economicità, valorizzazione e rispetto
del bene pubblico, promuovendo l'educazione a tali valori.
- Il Comune di Thiene propone in particolare:
- l'impegno nella tutela e nell’uso razionale delle
risorse naturali e ambientali, attraverso una specifica tutela
dell’ambiente, operando per rimuovere le cause di degrado
e di inquinamento e per proteggere la qualità della vita in tutte
le sue forme;
- la priorità dei servizi per la difesa e qualità della
vita, operando per la creazione di un sistema di sicurezza sociale,
al fine di eliminare le povertà ed ogni forma di emarginazione;
- la promozione e il sostegno di una cultura della pace
e dell’accoglienza, nel rispetto delle diversità, favorendo
l'integrazione sociale;
- la collaborazione intercomunale, per l'erogazione dei
servizi finalizzati al soddisfacimento dei bisogni comuni e alla
sicurezza dei singoli e delle comunità;
- la partecipazione al processo di integrazione culturale
ed economica dell'Europa, individuando negli scambi tra popoli
occasione di crescita e collaborazione;
- la promozione di condizioni per assicurare la pari opportunità
tra uomo e donna;
- la promozione di iniziative di accoglienza a favore dei
conterranei emigrati all’estero;
- la valorizzazione dei caratteri e delle tradizioni culturali
e storiche locali in quanto elementi insopprimibili e di specifica
ricchezza.
- Per il conseguimento delle proprie finalità il Comune assume
la programmazione come metodo di intervento; definisce gli obiettivi
della propria azione mediante piani, programmi generali e settoriali
coordinati con gli strumenti programmatori della Regione Veneto
e della Provincia di Vicenza e favorisce l'apporto dei cittadini,
delle categorie economiche, sociali, culturali e di volontariato
operanti nella Comunità locale.
ART. 3 -
STEMMA, GONFALONE, TITOLO DI CITTA' E DI CITTADINI
- Il Comune di Thiene ha come suo segno distintivo lo stemma così rappresentato:
"d’azzurro, al piccione al naturale, dal volo spiegato rivolto a sinistra,
tenente nel becco un ramo d’ulivo, sostenente con le zampe un tralcio di vite,
fruttato di nero e fogliato di verde, posto in fascia" così decretato dal
Capo del governo in data 1 febbraio 1936, registrato sul libro araldico degli
enti morali.
- Sin dal XII° secolo la comunità thienese si ornava di tale simbolo araldico.
Poi successivamente, con Provvedimento 6 ottobre 1492 il Doge Agostino Barbarigo
riconosceva agli abitanti di Thiene il titolo di cittadini e concedeva il
privilegio del mercato franco nel giorno di lunedì.
- L’Imperatore d’Austria con Provvedimento in data 02.09.1845 confermava lo
stemma.
- Il Comune si fregia anche del titolo di Città riconfermato con Decreto in
data 19 gennaio 1857 dall'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe I.
- Il Re Vittorio Emanuele III, con Decreto 28 marzo 1920 ha concesso alla
Città di Thiene la croce al merito di guerra con la quale è stato decorato
il Gonfalone della Città il 10 giugno dello stesso anno.
- Il Consiglio comunale può conferire, con atto solenne e motivato, la cittadinanza
onoraria a persone che abbiano operato nell'interesse della comunità di Thiene.
- L’uso dello stemma, del gonfalone e del titolo Città di Thiene deve essere
autorizzato dall’Amministrazione comunale.
TITOLO II : ORGANI E LORO
ATTRIBUZIONI
ART. 4 - ORGANI
- Sono organi del Comune: il Consiglio comunale, il Sindaco
e la Giunta. Le rispettive competenze sono stabilite dalla legge
e dal presente Statuto.
- Il Consiglio comunale è organo di indirizzo e di controllo
politico e amministrativo.
- Il Sindaco è responsabile dell’amministrazione, è
il legale rappresentante del Comune; esercita le funzioni di Ufficiale
di Governo secondo le leggi dello Stato.
- La Giunta collabora con il Sindaco nella gestione amministrativa.
Svolge attività propositive e di impulso nei confronti del Consiglio.
ART. 5 -
DELIBERAZIONI DEGLI ORGANI COLLEGIALI
- Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte di
regola con votazione palese; sono da assumere a scrutinio segreto
le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una
facoltà discrezionale fondata sull’apprezzamento delle qualità
soggettive di una persona o sulla valutazione dell’azione da
questi svolta.
- L’istruttoria e la documentazione delle proposte di
deliberazione avvengono attraverso i responsabili degli uffici;
la verbalizzazione degli atti e delle sedute del Consiglio e della
Giunta è curata dal Segretario comunale, secondo le modalità e i
termini stabiliti dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio.
- Il Segretario comunale quando si trova in stato di incompatibilità
è sostituito in via temporanea dal componente del Consiglio o della
Giunta nominato dal Presidente.
- I verbali delle sedute sono firmati dal Presidente e dal
Segretario.
ART. 6
- CONSIGLIO COMUNALE
- Il Consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa
e funzionale e, rappresentando l’intera comunità, delibera
l’indirizzo politico-amministrativo ed esercita il controllo
sulla sua applicazione.
- Il Consiglio comunale esercita le potestà e le competenze
stabilite dalla Legge e dallo Statuto e svolge le proprie attribuzioni
conformandosi ai principi, alle modalità e alle procedure stabiliti
nel presente Statuto e nelle norme regolamentari.
- Il Consiglio comunale definisce gli indirizzi per la nomina
e la designazione dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende,
Istituzioni e provvede alla nomina degli stessi nei casi previsti
dalla legge. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente all’arco
temporale del mandato politico-amministrativo dell’organo consiliare.
Le nomine di competenza del Consiglio devono avvenire sulla base
dell’esame del curriculum di ciascun candidato da presentarsi
almeno cinque giorni prima della seduta consiliare avente all’ordine
del giorno l’effettuazione delle nomine.
- Gli atti fondamentali del Consiglio devono contenere l’individuazione
degli obiettivi da raggiungere nonché le modalità di reperimento
e di destinazione delle risorse e degli strumenti necessari.
ART. 7 -
CONVOCAZIONE
- Il Consiglio deve essere convocato almeno cinque giorni
prima del giorno stabilito; in caso d’urgenza la convocazione
può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore.
- La convocazione del Consiglio e l’ordine del giorno
degli argomenti da trattare è effettuata dal Presidente del Consiglio;
se richiesta dal Sindaco, oppure da almeno un quinto dei consiglieri,
la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono essere inseriti
all’ordine del giorno gli argomenti proposti, purché di competenza
consiliare.
- La convocazione è effettuata tramite avviso scritto che
può essere inviato anche a mezzo fax a ciascun consigliere nel domicilio
eletto dallo stesso. L’avviso può prevedere anche una seconda
convocazione.
- L’integrazione dell’ordine del giorno con altri
argomenti da trattarsi in aggiunta a quelli per cui è già stata
effettuata la convocazione, è sottoposta alle medesime condizioni
di cui al comma precedente e può essere effettuata almeno 24 ore
prima dei giorno in cui è stata convocata la seduta.
- L’elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso
all’albo pretorio almeno entro il giorno precedente a quello
stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato
in modo da consentire la più ampia partecipazione ai cittadini.
- La documentazione relativa agli argomenti da trattare deve
essere messa a disposizione dei consiglieri comunali negli stessi
tempi previsti per la convocazione.
- Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvo i casi previsti
dal Regolamento consiliare che ne disciplina il funzionamento.
ART. 8 -
LINEE PROGRAMMATICHE DEL MANDATO
- Entro il termine di 60 giorni, decorrenti dalla data del
suo avvenuto insediamento, sono presentate dal Sindaco, sentita
la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti
da realizzare durante il mandato politico amministrativo.
- Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire
nella definizione delle linee programmatiche, proponendo integrazioni,
adeguamenti e modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti,
nelle modalità indicate dal regolamento del Consiglio comunale.
- Entro il 30 settembre il Consiglio provvede a verificare
l’attuazione di tali linee da parte del Sindaco e dei rispettivi
assessori. E’ facoltà del Consiglio provvedere a integrare,
nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali
e/o modifiche, le linee programmatiche sulla base delle esigenze
e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.
- Al termine del mandato politico-amministrativo, il Sindaco
presenta all’organo consigliare il documento di rendicontazione
dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche.
Detto documento è sottoposto all’approvazione del Consiglio.
ART. 9 -
COMMISSIONI
- Il Consiglio comunale istituisce commissioni permanenti,
per materie omogenee, per meglio adempiere alla proprie funzioni
di indirizzo e controllo. Il Consiglio può istituire commissioni
temporanee o speciali per fini di controllo, indagine, di inchiesta,
di studio. Dette commissioni sono composte solo da consiglieri comunali,
con criterio proporzionale. Per quanto riguarda le commissioni aventi
funzioni di controllo e di garanzia, la presidenza è attribuita
ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.
- Il funzionamento, la composizione, i poteri, l’oggetto
e la durata delle commissioni verranno disciplinate con apposito
Regolamento.
- La delibera di istituzione dovrà essere approvata a maggioranza
assoluta dei componenti del Consiglio.
ART. 10
- CONSIGLIERI
- Lo stato giuridico, le dimissioni e la sostituzione dei
consiglieri sono regolati dalla legge; essi rappresentano l’intera
comunità alla quale costantemente rispondono.
- Le funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal
consigliere che, nell’elezione a tale carica, ha ottenuto il
maggior numero di preferenze. A parità di voti sono esercitate dal
più anziano di età.
- Il consiglieri comunali che non intervengono alle sedute
per tre volte consecutive, senza giustificato motivo, sono dichiarati
decaduti con deliberazione del Consiglio comunale. A tale riguardo
il Presidente del Consiglio comunale a seguito dell’avvenuto
accertamento dell’assenza maturata da parte del consigliere
interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell’art.7
della Legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli l’avvio del
procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far valere
le cause giustificative delle assenze, nonché fornire al Presidente
del Consiglio comunale eventuali documenti probatori, entro il termine
indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere
inferiore a giorni 20, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto
quest’ultimo termine, il Consiglio comunale esamina e infine
delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative
presentate da parte del consigliere interessato.
- I consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni,
interpellanze, mozioni e proposte di deliberazione.
- Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa
e di controllo dei consiglieri comunali sono disciplinati dal Regolamento
del Consiglio comunale.
- I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli
uffici del Comune nonché dalle Aziende, Istituzioni o Enti dipendenti,
tutte le notizie e le informazioni utili all’espletamento del
proprio mandato. Essi nelle forme e nei limiti stabiliti dal Regolamento,
hanno diritto di visionare e di ottenere copia degli atti e documenti,
anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini
dell’attività amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi
specificatamente determinati dalla Legge. Inoltre hanno diritto
a ottenere, da parte del Presidente del Consiglio comunale, un’adeguata
informazione sulle questioni sottoposte all’organo, anche attraverso
l’attività della Conferenza dei capigruppo, di cui al successivo
art.11 del presente Statuto.
ART. 11 - GRUPPI
CONSILIARI E CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO
- I consiglieri eletti nella medesima lista, qualunque sia
il loro numero, formano di regola un gruppo consiliare. Possono
essere costituiti nuovi gruppi con un minimo di tre consiglieri.
- E’ istituita presso il Comune di Thiene la Conferenza
dei capigruppo, finalizzata a rispondere alle finalità generali
indicate all’art.10 comma 6 del presente Statuto, nonchè all’art.31,
comma 7 ter della Legge 142/90. La disciplina, il funzionamento
e le specifiche attribuzioni sono contenute nel Regolamento del
Consiglio comunale.
- I capigruppo consiliari sono domiciliati presso l’ufficio
di segreteria generale del Comune.
- Ai capigruppo consiliari è consentito ottenere copia della
documentazione inerente gli atti utili all’espletamento del
proprio mandato.
- I gruppi consiliari nel caso siano composti da più di un
consigliere hanno diritto a riunirsi in un locale comunale messo
a disposizione per tale scopo dal Sindaco.
ART. 12
- PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
- Il Consiglio comunale è presieduto da un Presidente eletto
dal Consiglio nel proprio seno.
- Il Presidente del Consiglio comunale è eletto dall’assemblea
tra i suoi componenti, con voti favorevoli della maggioranza assoluta
dei consiglieri assegnati al Comune, espresso a scrutinio segreto.
- L’elezione del Presidente avviene nella prima seduta
del Consiglio comunale successiva all’insediamento del Consiglio.
- Fino all’elezione del Presidente, nonché nei casi
di sua assenza o impedimento, la presidenza spetta al consigliere
anziano.
- Il Presidente può essere revocato per gravi motivi connessi
all’esercizio delle proprie funzioni dal Consiglio comunale,
a scrutinio segreto e con il voto della maggioranza dei consiglieri
assegnati al Comune su proposta o mozione di almeno 5 consiglieri.
ART. 13
- SINDACO
- Il Sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo
le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì i casi
di ineleggibilità, di incompatibilità, o lo stato giuridico e le
cause di cessazione dalla carica.
- Egli rappresenta il Comune ed è l’organo responsabile
dell’amministrazione, sovraintende alle verifiche di risultato
connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive
al Segretario comunale, al Direttore se nominato, e ai dirigenti
responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi amministrativi
e gestionali, nonché all’esecuzione degli atti.
- Il Sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi,
dallo Statuto, dai regolamenti e sovraintende all’espletamento
delle funzioni statali o regionali attribuite al Comune. Egli ha
inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo
sull’attività degli assessori e delle strutture gestionali
ed esecutive.
- Il Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio,
provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti
del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni.
- Il Sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi
espressi dal Consiglio comunale, nell’ambito dei criteri indicati
dalla Regione, e sentite le categorie interessate, a coordinare
gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei
servizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente
competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura
al pubblico degli uffici pubblici localizzati sul territorio, considerando
i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare
riguardo alle esigenze delle persone che lavorano.
- Al Sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate
dal presente Statuto e dai regolamenti attribuzioni quale organo
di amministrazione, di vigilanza e poteri di autorganizzazione delle
competenze connesse all’ufficio.
ART. 14 - ATTRIBUZIONI
DI AMMINISTRAZIONE
- Il Sindaco ha la rappresentanza generale dell’Ente,
può delegare le sue funzioni o parte di esse ai singoli assessori
o consiglieri ed è l’organo dell’amministrazione del Comune;
in particolare il Sindaco:
- dirige e coordina l’attività politica e amministrativa
del Comune nonché l’attività della Giunta e dei singoli assessori;
- promuove e assume iniziative per concludere accordi di
programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, sentito
il Consiglio comunale;
- convoca i comizi per i referendum previsti dall’art.6
della legge 142/90;
- adotta le ordinanze contingibili e urgenti previste dalla
legge;
- nomina il Segretario comunale scegliendolo nell’apposito
albo;
- conferisce e revoca al Segretario comunale le funzioni
di Direttore generale;
- attribuisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione
esterna, in base ad esigenze effettive e verificabili, secondo modalità
e criteri fissati dall’art.51 della Legge 142/1990.
ART. 15 - ATTRIBUZIONI
DI VIGILANZA
- Il Sindaco nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza
acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni
e gli atti, anche riservati, e può disporre l’acquisizione
di atti, documenti e informazioni presso le Aziende speciali, le
Istituzioni e le società per azioni appartenenti all’Ente tramite
i rappresentanti legali delle stesse, informandone il Consiglio
comunale.
- Egli compie gli atti conservativi dei diritti del Comune
e promuove, direttamente o avvalendosi del Segretario comunale o
del Direttore se nominato, le indagini e le verifiche amministrative
sull’intera attività del Comune.
- Il Sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare
che uffici, servizi, Aziende speciali, istituzioni e società appartenenti
al Comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati
dal Consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi
dalla Giunta.
ART. 16
- ATTRIBUZIONI DI ORGANIZZAZIONE
- Il Sindaco nell’esercizio delle sue funzioni di organizzazione:
- esercita i poteri di ordine negli organismi pubblici di
partecipazione popolare, dal Sindaco presieduti, nei limiti previsti
dalla legge;
- propone argomenti da trattare in Giunta, ne dispone la
convocazione e la presiede;
- riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al
Consiglio in quanto di competenza consiliare.
ART. 17 - VICESINDACO
- <2>Il ViceSindaco, nominato tale dal Sindaco, è l’assessore
che ha la delega generale per l’esercizio di tutte le funzioni
del Sindaco, in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo.2>
- <2>Il conferimento delle deleghe rilasciate agli assessori
o consiglieri, deve essere comunicato al Consiglio e agli organi
previsti dalla legge, nonché pubblicato all’albo pretorio.2>
ART.18 - MOZIONE DI SFIDUCIA
- Il voto del Consiglio comunale contrario a una proposta del Sindaco o della
Giunta non ne comporta le dimissioni.
- Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di
una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta
dei componenti il Consiglio.
- La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due
quinti dei consiglieri assegnati senza computare a tal fine il Sindaco, e
viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla
sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento
del Consiglio e alla nomina di un commissario, ai sensi delle leggi vigenti.
ART. 19 - DIMISSIONI O IMPEDIMENTO
PERMANENTE DEL SINDACO
- Le dimissioni comunque presentate dal Sindaco al Consiglio diventano irrevocabili
decorsi 20 giorni dalla loro presentazione. Trascorso tale termine, si procede
allo scioglimento del Consiglio con contestuale nomina di un commissario.
- L’impedimento permanente del Sindaco viene accertato da una commissione
di 3 persone eletta dal Consiglio comunale e composta da soggetti estranei
al Consiglio, di chiara fama, nominati in relazione allo specifico motivo
dell’impedimento.
- La procedura per la verifica dell’impedimento viene attivata dal ViceSindaco
o in mancanza dall’assessore più anziano di età che vi provvede d’intesa con
i gruppi consiliari.
- La commissione nel termine di 30 giorni dalla nomina relaziona al Consiglio
sulle ragioni dell’impedimento.
- Il Consiglio si pronuncia sulla relazione in seduta pubblica, salvo diversa
determinazione, anche su richiesta della commissione, entro dieci giorni dalla
presentazione.
ART. 20 - GIUNTA COMUNALE
- La Giunta è organo di impulso dell’attività amministrativa, collabora con
il Sindaco al governo del Comune e impronta la propria attività ai principi
della trasparenza ed efficienza.
- La Giunta adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi
e delle finalità dell’Ente nel quadro degli indirizzi generali e in attuazione
delle decisioni fondamentali approvate dal Consiglio comunale. In particolare,
la Giunta esercita le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo
gli obiettivi e i programmi da attuare e adottando gli altri atti rientranti
nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati
dell’attività amministrativa e della gestione degli indirizzi impartiti.
- La Giunta riferisce annualmente al Consiglio sulla sua attività.
ART. 21 - COMPOSIZIONE
- La Giunta è composta dal Sindaco e da un minimo di 5 ed un massimo di 7
assessori di cui uno investito della carica di Vice Sindaco.
- Gli assessori possono partecipare alle sedute del Consiglio e intervenire
nella discussione ma non hanno diritto di voto.
ART. 22 - NOMINA
- Il Vice Sindaco e gli altri componenti della Giunta sono nominati dal Sindaco
e presentati al Consiglio comunale nella prima seduta successiva all’elezione.
- Il Sindaco può revocare uno o più assessori dandone comunicazione al Consiglio
e deve sostituire entro 15 giorni gli assessori dimissionari o revocati, nel
caso gli assessori rimasti siano meno di 5.
- Le cause di incompatibilità, la posizione e lo stato giuridico degli assessori
nonché gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla
legge, non possono comunque far parte della Giunta coloro che abbiano tra
loro o con il Sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinità
di primo grado, di affiliazione e i coniugi.
- Salvi i casi di revoca da parte del Sindaco, la Giunta rimane in carica
fino al giorno della proclamazione degli eletti in occasione del rinnovo del
Consiglio comunale.
ART. 23 - FUNZIONAMENTO
DELLA GIUNTA
- La Giunta è convocate e presieduta dal Sindaco, che coordina e controlla
l’attività degli assessori e stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni,
anche tenuto conto degli argomenti proposti dai singoli assessori.
- Le modalità di convocazione e funzionamento della Giunta sono stabilite
in modo informale dalla stessa.
- Le sedute sono valide se sono presenti almeno n. 4 componenti e le deliberazioni
sono adottate a maggioranza di voti dei presenti.
ART. 24 - COMPETENZE
- La Giunta collabora con il Sindaco nell’amministrazione del Comune e compie
gli atti che le competono ai sensi di legge e del presente Statuto.
- La Giunta opera in modo collegiale, dà attuazione agli indirizzi generali
espressi dal Consiglio e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti
dello stesso.
- La Giunta in particolare nell’esercizio delle attribuzioni di governo e
delle funzioni organizzative:
- propone al Consiglio i regolamenti;
- approva i progetti, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non
comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano
riservati dalla legge ad altri organi;
- elabora le linee di indirizzo e predispone le proposte di provvedimenti
da sottoporre alle determinazioni del Consiglio;
- assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di
partecipazione e decentramento;
- modifica le tariffe, mentre elabora e propone al Consiglio i criteri per
la determinazione di quelle nuove;
- delibera di agire o resistere in giudizio e approva le transazioni che non
impegnano il Comune per esercizi successivi;
- propone i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi,
sussidi e vantaggi economici di qualunque genere a enti e persone;
- approva i regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto
dei criteri generali stabiliti dal Consiglio;
- autorizza il Sindaco alla nomina e revoca del Direttore generale;
- dispone l’accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;
- approva le manifestazioni e gli incontri pubblici di iniziativa comunale
e concede il patrocinio del Comune;
- esercita, previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi, funzioni
delegate dalla Provincia, Regione e Stato quando non espressamente attribuite
dalla legge e dallo Statuto ad altro organo;
- autorizza la sottoscrizione degli accordi di contrattazione decentrata;
- fissa ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri e
gli standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività
dell’apparato;
- determina, sentiti i revisori dei conti, i misuratori e i modelli di rilevazione
del controllo interno di gestione secondo i principi stabiliti dal Consiglio;
- approva il Piano Esecutivo di Gestione;
- assume le determinazioni in materia di toponomastica.
U.R.P. - Comune di Thiene